mercoledì 4 agosto 2010

Perla, 12 kili è tornata a casa!!!!!!!!!

08/08: Finalmente una bellissima notizia. Grazie ad una raccolta firma di un intero quartiere che amava e conosceva Perla, la piccola è stata riportata sulla sua spiaggia, in quella che è la casa che lei ama e conosce. La volontaria che l'accudiva ha potuto riabbracciarla.....! Siamo felici perchè almeno in questa occasione la giustizia ha prevalso sulla crudeltà dell'ignoranza!!!!




D'estate ci sono poche notizie meritevoli di attenzione, per questo pur di vendere qualche copia in più di un quotidiano, è facile imbattersi in racconti romanzati... Così e' accaduto per Perla, randagia accudita di un quartiere di Napoli, la cui vita da un giorno all'altro è stata stravolta dalla solita gente ignorante e crudele. Perla è una cagnetta di circa 12 kili, benvoluta da tutti, basta guardare il suo sguardo per capire che è un cane tranquillo......... eppure è colpevole: non si è fatta saltare sulla coda nè si è fatta cavalcare da quella bambina che una mattina si è imbattuta in lei. Perla era acciambellata all'ombra su quello che un attimo prima era il SUO marciapiede. E' bastato che Perla giustamente reagisse alle angherie che stava subendo e la condanna è stata emessa immediatamente: cane MORDACE, ergastolo da scontare in canile. E mentre la bambina usciva dal pronto soccorso con una cerottino sul graffio, i giornali soddisfatti di avere qualcosa di cui sparlare, gridavano all'ennesimo attacco del cane killer. Ed è ripartita la crociata contro gli animali da parte dei soliti imbecilli, gli stessi che se ne fragano non solo degli animali ma anche dei bambini che muoiono di fame, argomento di cui si riempiono la bocca non appena sentono che qualcuno si preoccupa tanto per un cane o un gatto, SOLO ANIMALI.
Perla è sconvolta ed incredula, è chiusa in una gabbietta da cui non esce mai .....non vede più la signora che le portava da mangiare nè la sua spiaggia di Coroglio sulla quale al tramonto giocava insieme ad altri disperati come lei ....Ma questa volta andrà diversamente: non vogliamo che anche in questa occasione la stupidità e le bugie trionfino, cerchiamo una casa a Perla la cui unica colpa è stata di non farsi torturare in silenzio.

Nessun commento:

Posta un commento

Lettera aperta dalle Amiche di Lù

Noi Amiche di Lù siamo un gruppo di 9 giovani donne napoletane che si sono conosciute ed unite grazie all'amore per gli animali che ciascuna di noi da sola cercava di aiutare e di togliere dalla strada.
Oggi, tutte insieme e dividendoci i compiti, raccogliamo i cani e gatti in difficoltà e dopo averli resi "adottabili" cerchiamo loro una famiglia che gli regali una vita degna di tale nome...
Chi conosce la nostra città sa perfettamente cosa significhi vivere in un posto che ogni giorno diventa la TOMBA per centinaia di animali indifesi, ignorati dalle persone quando va bene e torturati e uccisi quando va male. Le cure necessarie per queste povere creature sono costosissime e se a loro aggiungiamo le decine di cani e gatti che abbiamo nelle pensioni è facile comprendere quanto la situazione sia difficile. In questa città ci sono più animali abbandonati che persone e d'altronde se fossimo indifferenti non avremmo scelto di fare le volontarie, ma ogni giorno che passa la situazione peggiora: i nostri telefono squillano continuamente non per richieste di adozioni, ma grazie alle DECINE di ignoranti, impazienti di sbarazzarsi dei loro cani e dei loro gatti padronali…….. e noi IMPOTENTI E PIENE DI RABBIA siamo costrette a sottostare a questi vili ricatti per evitare che siano gli animali gli unici a rimetterci: qui l'abbandono è la soluzione del problema, tanto il microchip a Napoli è un'illustre sconosciuto.
Per questo ci facciamo carico di questi animali: li prendiamo e li mettiamo in pensione in attesa di adozione, perchè in questo inferno non esistono persone che siano disposte ad ospitare animali per brevi periodi e quei pochi che raramente si offrono ci chiedono cifre che vanno si trovano dai 5-10 euro fino ai 20 al giorno. Abbiamo in media 30 cani ed altrettanti gatti in pensione: i debiti con le pensioni e le cliniche veterinarie aumentano ogni mese: la mancanza di sistemazioni gratuite casalinghe ci ha costrette ad utilizzare le cliniche come appoggio perchè non abbiamo alternative se non la strada. Persino i canili (eviterò di fare nomi) di grandi associazioni danno i nostri numeri di telefono, non per le adozioni (molte blasonate associazioni fanno quasi solo adozioni a distanza, incamerano soldi a vita e condannano i cani all’ergastolo) ma per farci mollare ancora altri cani: riuscite ad immaginare un canile con 600 cani e sovvenzioni milionarie che da i numeri di telefono di volontarie come noi armate solo di tanta volontà...........????!!!!!!!!
Tutte noi lavoriamo come impiegate e visti gli stipendi, nonostante l’aiuto di sostenitori ed amici, purtroppo non riusciamo più a fare fronte alle spese.
Se la situazione non cambierà o quanto meno non migliorerà, da domani alla vista dell’ennesimo animale in difficoltà dovremo voltarci dall'altra parte.
I nostri cani sono arrivati feriti, investiti, torturati, denutriti e ricoperti di zecche, li abbiamo curati nell'aspetto ma non possiamo farlo nell'animo finchè resteranno in canile: con il tempo le sbarre inevitabilmente toglieranno loro anche la voglia di avvicinarsi alla rete per avere una carezza. Alcuni di loro già oggi non escono nemmeno più dalla cuccia e trascorrono la giornata con lo sguardo fisso nel vuoto, senza nessuna speranza. E noi oggi non siamo più nemmeno in grado di aiutarli, nè quelli che già ci sono nè altri dinanzi ai quali dobbiamo chiudere gli occhi e volgere lo sguardo altrove facendo finta di non averli MAI visti….
Noi cerchiamo disperatamente e con tutte le nostre forze di intervenire tutta le volte che è fisicamente possibile : ma la nostra guerra quotidiana in questa terra malata ci ha ridotte allo STREMO ECONOMICAMENTE E MORALMENTE: senza armi e DA SOLE non abbiamo nessuna speranza di vincerla.
E non lo diciamo per noi ma per i nostri animali per i quali siamo forse l'unica speranza di vita che abbiano mai avuto.